C'è chi vorrebbe dimenticare o, peggio, "correggere" la storia a suo uso e consumo, noi no !
Noi ricordiamo benissimo che l'attuale razzismo [quello per intendenderci bene dei "respingimenti"] è figlio di quella ideologia che teorizzava la superiorità di una razza e la sua presunta purezza e che non era solo rappresentata dal nazismo e dal fascismo, ma aveva (purtroppo) basi culturali molto ramificate in occidente (compresa l'America) ed anche oltre cortina nei paesi "socialisti".
Fascismo e nazismo ne fecero ideologia di stato con gli esiti nefasti che tutti dovremmo conoscere e che questa giornata vuole ricordare con le sue manifestazioni.
Noi ricordiamo innanzitutto le leggi razziali fasciste che vennero varate in Italia fra il 1938 e il primo quinquennio degli anni quaranta, inizialmente dal regime fascista e poi dalla Repubblica Sociale Italiana ed erano rivolte prevalentemente – ma non solo – contro le persone di religione ebraica. Furono lette per la prima volta il 18 settembre 1938 a Trieste da Benito Mussolini dal balcone del Municipio in occasione della sua visita alla città.
La legislazione antisemita comprendeva: il divieto di matrimonio tra italiani ed ebrei, il divieto per gli ebrei di avere alle proprie dipendenze domestici di razza ariana, il divieto per tutte le pubbliche amministrazioni e per le società private di carattere pubblicistico – come banche e assicurazioni – di avere alle proprie dipendenze ebrei, il divieto di trasferirsi in Italia a ebrei stranieri, la revoca della cittadinanza italiana concessa a ebrei stranieri in data posteriore al 1919, il divieto di svolgere la professione di notaio e di giornalista e forti limitazioni per tutte le cosiddette professioni intellettuali, il divieto di iscrizione dei ragazzi ebrei – che non fossero convertiti al cattolicesimo e che non vivessero in zone in cui i ragazzi ebrei erano troppo pochi per istituire scuole ebraiche – nelle scuole pubbliche, il divieto per le scuole medie di assumere come libri di testo opere alla cui redazione avesse partecipato in qualche modo un ebreo. Fu inoltre disposta la creazione di scuole – a cura delle comunità ebraiche – specifiche per ragazzi ebrei. Gli insegnanti ebrei avrebbero potuto lavorare solo in quelle scuole.
Infine vi furono una serie di limitazioni da cui erano esclusi i cosiddetti arianizzati: il divieto di svolgere il servizio militare, esercitare il ruolo di tutore di minori, essere titolari di aziende dichiarate di interesse per la difesa nazionale, essere proprietari di terreni o di fabbricati urbani al di sopra di un certo valore. Per tutti fu disposta l'annotazione dello stato di razza ebraica nei registri dello stato civile.
Queste leggi passarono nel più grande disinteresse e quasi sotto silenzio. Solo quando cominciarono le deportazioni degli ebrei per la "soluzione finale" nei forni crematoi, si levò qualche voce di dissenso. Molto poche.
Il mito degli "italiani brava gente" è stato per troppo tempo un luogo comune che faceva comodo, ma il colonialismo italiano prima e le leggi razziali poi hanno messo in luce il volto del nostro razzismo. Per fortuna la Resistenza ha fatto vedere anche un altro volto dell'Italia.
Su questo dovremmo tutti ragionare nel giorno della memoria.
Barabàn - Il Violino di Auschwitz


Io ricordo mio Zio materno internato a Mathausen
RispondiEliminanel gennaio '44 per avere organizzatouno sciopero.
Vignati Guido di S.Giorgio su Legnano.
Lo ricordo prima che mi cambino i ricordi per dire che era andato in ferie.
Si usa,cambiare i ricordi che danno fastidio,o concellarli. Come si sta facendo adesso.